Stile ed unità dell’UDC sono argomenti su cui si è già discusso molto e perciò il Corsaro ritiene che debba anche lui dire la sua.

Cominciamo col stile, e qui soprattutto quello del dottor C. Blocher, dagli avversari definito rozzo e tirannico, dai suoi fedeli popolare e simpatico. Secondo quelli che l’hanno estromesso dal Consiglio Federale il suo modo di fare era inaccettabile, un vero pericolo per la collegialità (che a quanto pare è diventata una vera caratteristica svizzera di cui vantarsi) e un insulto alla tolleranza. Ma sono veramente questi i problemi oppure è la paura di non poter progettare e realizzare affari che saboterebbero la nostra Nazione? L’espressione di questa libertà che si è guadagnata il CF è l’immediato aumento delle spese della Confederazione o l’aumento del costo del tabacco.
Interessante osservare come la descrizione fatta dal suo collega signor Cuchepin, che per chi non si ricorda era “Duce” e altri aggettivi riconducibili a fascismo e nazismo, non abbia minimamente colpito il mondo di media e politica. A quanto pare insulti e mobbing sono accettabili e quadrano benissimo in palazzo federale, invece la verità, il pragmatismo e politicizzare seguendo un filo conduttore è maleducato e perciò deve esser tagliato fuori.
Riguardo le affermazioni pronunciate da Blocher in occasione di una visita in Turchia crediamo che siano banali in confronto all’attacco, alla sovranità e al potere decisionale del popolo, guidato dalla CF Calmy-Rey riguardo le promesse fatte sulla questione del miliardo di coesione di nazioni che hanno poco a che fare con la confederazione ma molto di più con l’UE.

Abbandoniamo questo tema scottante e passiamo ad altro: l’unità e il sistema tra le varie ali. Tralasciando l’interessante storia di questo partito facciamo un resoconto della situazione contemporanea: abbiamo la parte bernese/grigionese, che ha perso il suo splendore antico e si accontentava fino al 12.12.2007 di seguire quella zurighese (ma diffusa in quasi tutti i cantoni) a cui si devono tutti gli ultimi successi. Grazie ai cosi detti blocheriani, vera forza trainante, sono riusciti a conquistare un vero seggio in CF e a diventare il partito con la maggiore potenza elettorale. Ormai giunti quasi all’apice, i “moderati” decidono di rinnegare la loro appartenenza e con un colpo mancino tentano, in alleanza con tutta la sinistra schierata, di eliminare i fautori del successo e il volere di quasi 30 % dell’elettorato! Al posto di gridare allo scandalo perbenisti, sinistra e media preferiscono giustificare il tradimento, abbandonare l’elettorato e sconvolgere le decisioni di esso.

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