L’odierno giorno, il 12 dicembre 2007, entrerà sicuramente nella parte buia e triste della democrazia svizzera. Mai come oggi il Sovrano della Nazione fu più umiliato. E ciò per mano di chi? La risposta è semplicissima: il Partito Popolare Democratico.

Ma per concepire pienamente questo scandalo dobbiamo ritornare alle elezioni dell’attuale legislatura, il 21 ottobre 2007. In quel giorno abbiamo il culmine delle estenuanti lotte preelettorali, e chi ne raccoglie i frutti è chiaramente l’UDC che compatta resta dietro al ministro della giustizia. Ed è esattamente grazie a questa chiara e trasparente politica che il partito di maggioranza riesce a conquistare il 30% dell’elettorato. Con questa percentuale l’Unione dei Democratici svolge il ruolo antesignano nella conquista di seggi, è infatti un primato mai raggiunto da nessun altro partito.

Questo risultato si deve naturalmente al Sovrano che con un chiaro segnale ha dimostrato di voler continuare sulla linea del Consigliere Federale Blocher. Ma proprio oggi uno dei partiti storici in governo ha dimostrato l’interesse che nutre nei confronti della popolazione: presso che zero!

Con questo calpestare di diritti e democrazia si possono solo giustificare i molti dubbi che sorgono come ad esempio il motivo di continuare ad andare a votare. Che valore possiamo ancora attribuire al nostro sistema elettorale se è la minoranza e non la maggioranza a decidere? La Svizzera si sta trasformando in un’oligarchia intellettuale e perbenista? Il Corsaro lascia queste domande aperte e attende.

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