PPD: quo vadis? venerdì, Gen 18 2008 

Il Corsaro dedica a tutti i pipidini questo testo, buona lettura!

Partito storico, era nel ‘800 l’antagonista per eccellenza del PLR. Sua caratteristica principale era l’ideologia di stampo conservatore legata al Cristianesimo e ai valori ad esso correlati. Un tempo occupava il posto della destra e aveva come riferimento elettorare il ceto medio-basso.
Oggi (inizio 2008) abbiamo un partito di centro-sinistra con a destra il PLR e a sinistra PS. I valori Cristiani sono stati smantellati come anche l’ideologia conservatore, veri fondamenti e fari per l’elettorato. Si cerca (e ciò specialmente a livello nazionale) invece d’impossessarsi della socialità di sinistra, della politica estera liberale e delle idee finanziarie di destra. Questa confusione è il motivo principale dell’indebolimento, che ora ha solo avuto una piccola pausa, che dura da decenni. Le classiche roccaforti conservatrici, valli e cantoni della Svizzera centrale, sono sul punto di cedere alle continue ondate causate da ondate di dubbiose ali progressiste, in continua crescita all’interno del partito.
Ora che sono riusciti a colpire l’UDC, questo partito tenta di conquistare il posto che credono libero cercando in ogni modo di copiare, banalmente, le idee del partito di maggioranza; chiari esempi di questa strategia, per modo di dire, sono: il manifesto elettorale copiato e solo ritoccato minimamente, l’assemblea svoltasi sulla cima del Säntis e, come ultimo, l’obbiettivo di abbassare.
Che tragica storia per un partito che ha conosciuto periodi e rappresentati gloriosi!

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È morta la democrazia! venerdì, Gen 18 2008 

L’odierno giorno, il 12 dicembre 2007, entrerà sicuramente nella parte buia e triste della democrazia svizzera. Mai come oggi il Sovrano della Nazione fu più umiliato. E ciò per mano di chi? La risposta è semplicissima: il Partito Popolare Democratico.

Ma per concepire pienamente questo scandalo dobbiamo ritornare alle elezioni dell’attuale legislatura, il 21 ottobre 2007. In quel giorno abbiamo il culmine delle estenuanti lotte preelettorali, e chi ne raccoglie i frutti è chiaramente l’UDC che compatta resta dietro al ministro della giustizia. Ed è esattamente grazie a questa chiara e trasparente politica che il partito di maggioranza riesce a conquistare il 30% dell’elettorato. Con questa percentuale l’Unione dei Democratici svolge il ruolo antesignano nella conquista di seggi, è infatti un primato mai raggiunto da nessun altro partito.

Questo risultato si deve naturalmente al Sovrano che con un chiaro segnale ha dimostrato di voler continuare sulla linea del Consigliere Federale Blocher. Ma proprio oggi uno dei partiti storici in governo ha dimostrato l’interesse che nutre nei confronti della popolazione: presso che zero!

Con questo calpestare di diritti e democrazia si possono solo giustificare i molti dubbi che sorgono come ad esempio il motivo di continuare ad andare a votare. Che valore possiamo ancora attribuire al nostro sistema elettorale se è la minoranza e non la maggioranza a decidere? La Svizzera si sta trasformando in un’oligarchia intellettuale e perbenista? Il Corsaro lascia queste domande aperte e attende.

Discorso di C. Blocher venerdì, Gen 18 2008 

Dr. C. Blocher

Discorso tenuto il 13.12.2007 davanti alle due camere dopo la decisione della signora Eveline Widmer-Schlumpf che gli costò il seggio di Consigliere Federale

Quattro anni fa venni eletto in Consiglio Federale da questo Parlamento. Accettai l’incarico e con tutta la forza, la miglior sapienza e coscienza mi misi a disposizione del nostro paese e del nostro popolo. Non voglio presentare ora il bilancio del mio lavoro, lo farò al 28 di dicembre. Oggi mi avete allontanato da questa carica attraverso una non elezione, una non scelta, e senza praticamente motivare il vostro operato.Il bello di questo paese è che il Parlamento ha il potere di allontanare delle persone dal governo, ma allo stesso tempo non può allontanare nessuno dalla vita e dall’attività politica. (Scoppio d’applausi)Sono indeciso tra sollievo, delusione, e indignazione; lo potete facilmente intuire. Perché indignazione? Non tanto perché avete eletto un altro Consigliere Federale, ma piuttosto per come l’avete fatto. Sollievo perché d’ora in avanti potrò di nuovo dire ciò che penso e parlare di questioni su cui prima dovevo tacere a causa di bei titoli come collegialità, concordanza, ecc. che ingiustamente mi precludevano la libera parola. Questo è il vantaggio, adesso potrò parlare su tutto. Cosa non ho sentito in questi ultimi mesi- e qui parlo soprattutto con il PPD-: concordanza, quasi come un tempio sacro; tolleranza, la più alta delle virtù; collegialità, fino all’abnegazione; segreto d’ufficio, spesso per nascondere molto sporco e cose che nessuno poteva vedere. Svelare tutto ciò è possibile grazie all’opposizione (segue l’etimologia che proviene dall’italiano, ndr) se lo si necessita dopo questo giorno. Prova di rendimento, volere del popolo, bene del popolo non erano certamente i motivi di questa scelta, lo era invece la necessità di reprimere qualcosa.
Sono allora escluso da questo governo, ma non dalla politica. Tutte le lettere, che ho ricevuto ieri e questa notte in cui figurava il timore che abbandonassi la politica e mi ritirerei in qualche luogo nella Riviera, fanno i conti con la persona sbagliata! Mi metterò a completa disposizione della politica, fuori dal governo. (scoppio d’applausi)
Staremo a vedere i risultati di ciò. Forse porterà governo, e soprattutto Parlamento, ad agire nel giusto per paura dell’opposizione che svelerebbe tutto. Ciò sarebbe l’ideale-
Oggi vi accontentate con un governo composto da 3 partiti e due esponenti che non appartengono più a nessuna frazione. Vi auguro buona fortuna e posso tranquillizzare chi di voi ha paura che io esca di scena – non lo farò -, i miei avversari invece li posso preoccupare.

Stile ed unità venerdì, Gen 18 2008 

Stile ed unità dell’UDC sono argomenti su cui si è già discusso molto e perciò il Corsaro ritiene che debba anche lui dire la sua.

Cominciamo col stile, e qui soprattutto quello del dottor C. Blocher, dagli avversari definito rozzo e tirannico, dai suoi fedeli popolare e simpatico. Secondo quelli che l’hanno estromesso dal Consiglio Federale il suo modo di fare era inaccettabile, un vero pericolo per la collegialità (che a quanto pare è diventata una vera caratteristica svizzera di cui vantarsi) e un insulto alla tolleranza. Ma sono veramente questi i problemi oppure è la paura di non poter progettare e realizzare affari che saboterebbero la nostra Nazione? L’espressione di questa libertà che si è guadagnata il CF è l’immediato aumento delle spese della Confederazione o l’aumento del costo del tabacco.
Interessante osservare come la descrizione fatta dal suo collega signor Cuchepin, che per chi non si ricorda era “Duce” e altri aggettivi riconducibili a fascismo e nazismo, non abbia minimamente colpito il mondo di media e politica. A quanto pare insulti e mobbing sono accettabili e quadrano benissimo in palazzo federale, invece la verità, il pragmatismo e politicizzare seguendo un filo conduttore è maleducato e perciò deve esser tagliato fuori.
Riguardo le affermazioni pronunciate da Blocher in occasione di una visita in Turchia crediamo che siano banali in confronto all’attacco, alla sovranità e al potere decisionale del popolo, guidato dalla CF Calmy-Rey riguardo le promesse fatte sulla questione del miliardo di coesione di nazioni che hanno poco a che fare con la confederazione ma molto di più con l’UE.

Abbandoniamo questo tema scottante e passiamo ad altro: l’unità e il sistema tra le varie ali. Tralasciando l’interessante storia di questo partito facciamo un resoconto della situazione contemporanea: abbiamo la parte bernese/grigionese, che ha perso il suo splendore antico e si accontentava fino al 12.12.2007 di seguire quella zurighese (ma diffusa in quasi tutti i cantoni) a cui si devono tutti gli ultimi successi. Grazie ai cosi detti blocheriani, vera forza trainante, sono riusciti a conquistare un vero seggio in CF e a diventare il partito con la maggiore potenza elettorale. Ormai giunti quasi all’apice, i “moderati” decidono di rinnegare la loro appartenenza e con un colpo mancino tentano, in alleanza con tutta la sinistra schierata, di eliminare i fautori del successo e il volere di quasi 30 % dell’elettorato! Al posto di gridare allo scandalo perbenisti, sinistra e media preferiscono giustificare il tradimento, abbandonare l’elettorato e sconvolgere le decisioni di esso.