Il manifesto che tratta l’”iniziativa popolare per l’espulsione dei criminali stranieri (iniziativa espulsioni)” polarizza come hanno fatto solo poche iniziative in questi anni. La novità consiste soprattutto nel fatto che ci sia una campagna elettorale basata su un unico manifesto. Ad una settimana dalle elezioni federali i programmi degli altri partiti non sono ancora stati presentati. E parliamo degli stessi partiti che hanno abbondato con critiche nei confronti dell’UDC e che hanno costruito una campagna politica reattiva nei confronti del partito democentrista; so­prattutto rispetto all’ala zurighese. L’unica notizia finora era la posizione relativa alle idee UDC, specialmente quelle di matrice zurighese. Tutto ciò mi porta a credere che i partiti storici siano in realtà sprovvisti di valide idee e cerchino di conseguenza questa divisione: con C. Blocher o contro C. Blo­cher.

 

 

Il culmine del ridicolo e della mancanza di coerenza da parte degli esponenti del “politicamente cor­retto”, che predicano ininterrottamente tolleranza, libertà e rispetto, è il modo unilaterale con cui questi valori vengono garantiti alla popolazione. Perché se verso certi stranieri (che nella loro visione sociale sono “sfruttati”) valgono questi tre concetti, ciò non vale per più del 26% degli elettori (e per più di 85’00 membri che sostengono l’UDC). Per questi cittadini non vale la tolleranza, perché vengo­no spesso definiti xenofobi, razzisti e populisti; non vale il rispetto, perché vediamo come vengono imbrattati i manife­sti con i candidati e non vale neanche la libertà, perché vengono attaccati con manifestazioni dove non si risparmia violenza. Tutti questi atti hanno come unico scopo l’esclusione dalla so­cietà civile di chi cerca invece di affrontare i problemi e di risolverli: queste persone vengono rappresentate come ignoranti e ”barbari” intimoriti di fronte al diverso.

 

 

Mi chiedo come faccia l’area “progressista” ad essere contraria ad una iniziativa che cree­rebbe più sicurez­za per svizzeri e stranieri e che eliminerebbe ogni sentimento del onnipre­sente razzismo. Azzardo che la sinistra tema proprio che possa venire a mancare questa continua “situazione d’allar­me”, perché non saprebbe più affrontare una situazione senza delle “vitti­me” da proteggere. Anche le innumerevoli commissioni non avrebbero più un’occupazione e molto probabilmente dei suoi membri, che per la maggioranza sono stati “piazzati” dal par­tito, non avrebbero più un’occupazione.

 

 

Cito solo alcuni dati, quelli che più fanno pensare e che più dovrebbero preoccupare: la percentuale straniera dei criminali è del 50%. Sappiamo che in Svizzera abbiamo una per­centuale di stranieri del 20%, si deduce da ciò che questi delinquono quattro volte di più.

 

 

È interessante notare che se siamo arrivati a questa spiacevole situazione, dove abbiamo grandissimi problemi con violenze e abusi causati soprattutto da stranieri, è colpa dell’irre­sponsabilità di certe aree politiche. Che curiosamente sono esattamente le stesse che ora sono contrarie a ri­solvere i problemi! Trovo inoltre molto sconcertante come la controparte banalizzi e ridi­colizzi questi dati (dati, non statistiche!), che ci mostrano, senza tema di smentita, la real­tà dei fatti. È forse proprio questa obiettività che fa paura e rompe la bolla di sapone in cui vivono coloro che sono contrari alla risoluzione di problemi che appartengono tristemente alla quotidianità. Mi inter­rogo su come fac­ciano allora a prendere delle decisioni, a sapere cosa necessita la popolazione Svizzera e come risolvere i problemi odierni se non sono disposti a prendere realmente atto di questi fatti. È probabile che le gravi lacune della politica fatta negli scorsi anni, che ci ha portato in piena crisi e a grossi in­debitamenti, siano derivate da questo trascurare la realtà.

 

 

Riguardo le accuse di vittimismo fatte non intendo neanche spendere una parola, visto che sono stati pub­blicati i documenti che provano le azioni compiute a discapito del re­sponsabile del DFGP.

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