Gruß von Blocher martedì, Dic 18 2007 

Vor vier Jahren wurde ich von diesem Parlament zum Bundesrat gewählt. Ich habe die damalige Wahl als Auftrag angenommen und mich mit ganzer Kraft und nach bestem Wissen und Gewissen in den Dienst für unser Land und unser Volk gestellt. Die Bilanz meines Schaffens lege ich nicht hier vor; ich werde es dann am 28. Dezember tun. Heute haben Sie mich wieder aus diesem Amt entfernt – durch eine Wahl und vor allem durch eine Nichtwahl, ohne eigentlich zu sagen, was der Hintergrund ist.
Für mich ist klar – und das ist das Schöne in diesem Land -: Das Parlament kann zwar Leute aus der Regierung entfernen, aber nicht aus der Politik und nicht aus dem politischen Schaffen im Lande. (Teilweiser Beifall)
Ich schwanke zwischen Erleichterung und Enttäuschung und Empörung; das werden Sie verstehen. Warum Empörung? Eigentlich weniger, weil Sie einen anderen Bundesrat gewählt haben, als darüber, wie Sie es getan haben. Erleichterung, weil ich von jetzt an – ich muss es zuerst noch etwas lernen – wieder sagen kann, was ich denke, und weil ich in Zukunft über Dinge reden kann, die mir eigentlich unter den an sich guten Titeln wie Kollegialität, Konkordanz usw. verboten wurden, auch wenn sie eigentlich nicht hätten verboten werden sollen. Das ist der Vorteil, dass jetzt über alles gesprochen werden kann. Der gestrige Tag hat mir die Notwendigkeit gezeigt, dass es so sein muss.
Was habe ich in den letzten Monaten nicht alles gehört – ich spreche hier vor allem die CVP an: Konkordanz – fast ein heiliger Tempel; Toleranz – die grösste Tugend; Kollegialität – bis zur Selbstverleugnung; Amtsgeheimnis – sehr oft, um viel Dreck und Dinge zuzudecken, die niemand sehen durfte. All das aufzudecken ist in der Opposition – “Opposition” kommt ja von “opponere”, “ponere” heisst “legen”, “ob” heisst “entgegen”, “opponere” bedeutet also “entgegenlegen” – jetzt möglich, sofern es nach dem gestrigen Tag noch nötig ist.
Leistungsausweis, Volkswillen, Volkswohl – das war auf keinen Fall das Motiv dieser Wahl, sondern es sollte etwas unterdrückt werden.
So scheide ich hier aus dieser Regierung aus, aber nicht aus der Politik. All die besorgten Briefe, die ich gestern und in dieser Nacht bekommen habe und in denen befürchtet wurde, ich verlasse jetzt die Politik und ziehe mich irgendwo an die Riviera zurück – da macht man die Rechnung mit dem Falschen! Ich werde mich voll und ganz in den Dienst der Politik stellen – ausserhalb der Regierung. (Teilweiser Beifall)
Was daraus wird, werden wir sehen. Vielleicht wird es ja dazu führen, dass die Regierung und, möchte ich sagen, vor allem auch das Parlament das Richtige tun, weil sie Angst haben, es würde sonst durch eine gute Opposition aufgedeckt. Das wäre ja das Allerbeste.
Sie begnügen sich heute mit einer Regierung aus drei Parteien und mit zwei Vertretern, die nicht mehr Mitglied einer Fraktion sind. Ich wünsche Ihnen dabei sehr viel Glück, und ich kann diejenigen, die Angst haben, ich scheide aus, beruhigen – ich scheide nicht aus -, aber meine Gegner auch entsprechend beunruhigen! (Stehende Ovation der SVP-Fraktion)

…..ed ora si riparte per arrivare ancora più in alto sabato, Dic 15 2007 

SVPEffetto Blocher, fioccano le iscrizioni UDC anche in Ticino, Rusconi: “Sono i PPD delusi dall’appoggio alla sinistra”

Nei cantoni di Argovia e Zurigo sono state più di 2500 le iscrizioni in 24 ore. In Ticino 23.

BELLINZONA – L’effetto Blocher si fa sentire. E non solo nelle roccaforti blocheriane. Se nelle sezioni zurighesi e argoviesi dell’UDC sono arrivate nelle ultime 24 ore più di 2.500 iscrizioni, in Ticino le adesioni hanno registrato un’impennata sorprendente. “Siamo sorpresi. In due giorni 23 nuovi iscritti” ci dice il presidente dei democentristi ticinesi Pierre Rusconi. “Questo in reazione dell’estromissione di Blocher. Sicuramente”. – aggiunge Rusconi.

Ma da dove arrivano i nuovi iscritti? “Sono soprattutto persone provenienti dal PPD, delusi dall’appoggio dato alla sinistra” dice con una certa soddisfazione il presidente.

Importanti i numeri ticinesi anche “perché prima delle elezioni federali avevamo una media di due o tre iscritti al giorno. Dipende dagli stati emotivi del momento”.

E l’effetto Blocher rappresenta una interessante novità nello scenario nazionale. E’ questo un ritorno all’interesse nei confronti della politica e del ruolo dei partiti?

Iniziativa Espulsioni lunedì, Dic 10 2007 

Il manifesto che tratta l’”iniziativa popolare per l’espulsione dei criminali stranieri (iniziativa espulsioni)” polarizza come hanno fatto solo poche iniziative in questi anni. La novità consiste soprattutto nel fatto che ci sia una campagna elettorale basata su un unico manifesto. Ad una settimana dalle elezioni federali i programmi degli altri partiti non sono ancora stati presentati. E parliamo degli stessi partiti che hanno abbondato con critiche nei confronti dell’UDC e che hanno costruito una campagna politica reattiva nei confronti del partito democentrista; so­prattutto rispetto all’ala zurighese. L’unica notizia finora era la posizione relativa alle idee UDC, specialmente quelle di matrice zurighese. Tutto ciò mi porta a credere che i partiti storici siano in realtà sprovvisti di valide idee e cerchino di conseguenza questa divisione: con C. Blocher o contro C. Blo­cher.

 

 

Il culmine del ridicolo e della mancanza di coerenza da parte degli esponenti del “politicamente cor­retto”, che predicano ininterrottamente tolleranza, libertà e rispetto, è il modo unilaterale con cui questi valori vengono garantiti alla popolazione. Perché se verso certi stranieri (che nella loro visione sociale sono “sfruttati”) valgono questi tre concetti, ciò non vale per più del 26% degli elettori (e per più di 85’00 membri che sostengono l’UDC). Per questi cittadini non vale la tolleranza, perché vengo­no spesso definiti xenofobi, razzisti e populisti; non vale il rispetto, perché vediamo come vengono imbrattati i manife­sti con i candidati e non vale neanche la libertà, perché vengono attaccati con manifestazioni dove non si risparmia violenza. Tutti questi atti hanno come unico scopo l’esclusione dalla so­cietà civile di chi cerca invece di affrontare i problemi e di risolverli: queste persone vengono rappresentate come ignoranti e ”barbari” intimoriti di fronte al diverso.

 

 

Mi chiedo come faccia l’area “progressista” ad essere contraria ad una iniziativa che cree­rebbe più sicurez­za per svizzeri e stranieri e che eliminerebbe ogni sentimento del onnipre­sente razzismo. Azzardo che la sinistra tema proprio che possa venire a mancare questa continua “situazione d’allar­me”, perché non saprebbe più affrontare una situazione senza delle “vitti­me” da proteggere. Anche le innumerevoli commissioni non avrebbero più un’occupazione e molto probabilmente dei suoi membri, che per la maggioranza sono stati “piazzati” dal par­tito, non avrebbero più un’occupazione.

 

 

Cito solo alcuni dati, quelli che più fanno pensare e che più dovrebbero preoccupare: la percentuale straniera dei criminali è del 50%. Sappiamo che in Svizzera abbiamo una per­centuale di stranieri del 20%, si deduce da ciò che questi delinquono quattro volte di più.

 

 

È interessante notare che se siamo arrivati a questa spiacevole situazione, dove abbiamo grandissimi problemi con violenze e abusi causati soprattutto da stranieri, è colpa dell’irre­sponsabilità di certe aree politiche. Che curiosamente sono esattamente le stesse che ora sono contrarie a ri­solvere i problemi! Trovo inoltre molto sconcertante come la controparte banalizzi e ridi­colizzi questi dati (dati, non statistiche!), che ci mostrano, senza tema di smentita, la real­tà dei fatti. È forse proprio questa obiettività che fa paura e rompe la bolla di sapone in cui vivono coloro che sono contrari alla risoluzione di problemi che appartengono tristemente alla quotidianità. Mi inter­rogo su come fac­ciano allora a prendere delle decisioni, a sapere cosa necessita la popolazione Svizzera e come risolvere i problemi odierni se non sono disposti a prendere realmente atto di questi fatti. È probabile che le gravi lacune della politica fatta negli scorsi anni, che ci ha portato in piena crisi e a grossi in­debitamenti, siano derivate da questo trascurare la realtà.

 

 

Riguardo le accuse di vittimismo fatte non intendo neanche spendere una parola, visto che sono stati pub­blicati i documenti che provano le azioni compiute a discapito del re­sponsabile del DFGP.

RISPOSTA ALL’ARTICOLO “NORMAN GOBBI VADA A IRREGGIMENTARE CASA SUA, NON LA SCUOLA PUBBLICA!” PUBBLICATO DAL SISA. lunedì, Dic 10 2007 

Dopo aver letto la spavalda pretesa di un insignificante manciata di piccoli ribelli mi sono sorti molti dubbi.

Uno certamente è vedere come il nostro ridicolo sindacato apprezzi le decisioni di chi di solito dovrebbe essere il nemico da combattere. Probabilmente questa incoerenza può venir spiegata dal lavoro prodotto negli ultimi 45 anni dal nostro gruppetto (che oltrettutto si fa anche pagare per le baggianate scritte) : NIENTE!!!

Il $I$A, che di indipendente ha ben poco visto che è una filiale del nostro Partito Comunista, è gestito da uno studente di storia di 25 anni (si può facilmente capire che non conosce più la realtà delle Scuole Medie Superiori) e da alcuni buontemponi che gli fanno da satellite.

L’infimo livello intellettuale di queste persone lo si percepisce quando dicono : “solo paesi in crisi d’identità necessitano di far vedere ai bambini quanto sia esaltante fare il militare”. È curioso notare come siano soprattutto paesi che loro idolatrano a presentare queste caratteristiche: la Russia ha ancora nel programma scolastico l’esercitazione con armamenti veri (per intenderci il Kalashnikov) nonostante la guerra fredda sia già finita da quasi due decadi.

Inoltre è interessante leggere, dall’immensa quantità d’ipocrisia, slogan demagoghi come “discorso della libertà” e “non un mero organismo al servizio del potere” dichiarati da progressisti che con la continua statalizzazione vogliono raggiungere esattamente quello che accreditano a qualcuno di stampo liberista!

Docenti che vogliono illustrare ai propri allievi quali sono i doveri che spetteranno loro nel futuro non sono certamente da scoraggiare, anzi vanno incoraggiati e devono fungere da modello agli innumerevoli insegnanti che cercano invece di indottrinare politicamente gli studenti.

Devo a questo punto implicitare alcuni punti che il $i$a deve seguire:

  1. Basta impicciarsi in questioni estranee all’educazione (parlo della tematica delle basi NATO) e occuparsi esclusivamente dei veri problemi scolastici.

  2. Acquisire una sufficiente serietà : ossia non solo a manifestare rivestiti con piume di pavone, ma sostituire le belle parole con fatti.